Quando è arrivato, nessuno ha scommesso un eurpo su di lui, “perché non si regge in piedi”, “perché è alcolizzato”, “perché, se quella è una miriade di noduli di epatocarcinoma, la cosa migliore per lei è di tornare a bere, senza farsi altre crisi di astinenza e sperando di morire in coma etilico”, “perché ha una vasculite mostruosa su tutto il corpo” che, mentre vagava per il reparto, barcollando di qua e di la e chissà quali pensieri per la testa, in preda al delirium tremens, la figlia sfinita vicino ….
Perché “non possiamo salvare il mondo” e “se il pz non vuole essere ricoverato non è mica colpa nostra….se non vuole andare in comunità, certo non la posso accompagnare io”, perché qui non esiste un servizio di assistenza sociale, perché “non so… forse al comune… forse il medico di famiglia… forse il CSM” ma, sicuro, nessuno.
“voglio andare via dottore”, “quanto manca”, “sto bene, anche se non mangio da giorni”, “lei è troppo buono”, “a casa, andare a casa, per favore, a casa”, “ “mai più alcol, mai più”.per poi ricominciare….
Perché “il signore non parla bene, non capisce”, perché la probabilità stimata che al suo “mai più alcool” ci creda davvero anche lui è vicina allo zero, perché “il signore va a dormire in ogni luogo quando non riesce piu a camminare ”, perché se non l’avessi dimesso forse anzo sicuramente sarebbe scappato.
Anime perse: ciò che noi possiamo fare per loro, durante un ricovero, in pronto soccorso è meno di una goccia nell’oceano, meno di una fiala di diazepam mentre si strappa gli accessi venosi e buca le sacche dell’infusione continua. Anime il cui destino è segnato e che non hanno altre opzioni se non continuare a sopravvivere come già fanno; anime i cui desideri di bene finiscono sommersi in un fango di false promesse, di aspettative non corrisposte, di speranze malriposte, di solitudine e di orizzonti chiusi. Non si può giustificare l’alcolismo: si può solo tentare di comprenderlo e di calarsi, per il tempo di un ricovero, in quell’abisso di miseria umana e di sofferenza che molto spesso ne è il substrato. E tentare di tirarsene fuori, spolverandosi il camice, prima che la sua volta pesante si richiuda. Magari questa volta non per sempre….